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LA DONNA E IL PIPINO

La donna il pipino gli prese per mano
e lo tenne stretto fino alla sera
con la cappella rossa e una cicca in mano
l'uomo ogni tanto sganciava una pera
L'immensa asta dura sembrava arrivare
su dove l'occhio di un uomo non riesce a guardare
e tutto d'intorno non c'era nessuno
solo un denso contorno di peti e di fumo

La coppia ristette, l'atmosfera era triste
entrambi sfogliavan due pornoriviste
ma la mazza dura, la picchia bagnata
annunciavano ormai un'imminente scopata
Le donne non sanno nel loro pensiero
distinguere in fregna un cazzo da un cero
ma in quella occasione l'uomo fu onesto
e nella pisella glielo infilò lesto

Poi l'uomo disse guardando lontano
immagina questo che ti entra nell'ano
immagina i fiotti, immagina i fori
e pensa al piacere, ma pensa ai dolori
Nel tuo intestino il mio seme si perde
per due settimane tu cagherai verde
e mentre al tramonto il cielo si arrossa
la mazza mi diventa sempre più grossa

Il cazzo s'ammoscia, la donna s'incupa
e l'uomo le dice: “Ma Madonna lupa!
Ne abbiamo già fatte di cotte e di crude,
e lasciame perde chè lu picchio me prude”

La canzone da cui trae spunto questo testo è Il Vecchio e il bambino di Francesco Guccini.

Pubblicato il 17/1/2009 alle 17.36 nella rubrica Diario.

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